LA GASTRONOMIA SALENTINA
La cucina tipica salentina è umile e povera, ma molto nutriente e ricca di sapori, specchio delle tante dominazioni che si sono avvicendate in queste terre lasciando tracce indelebili nell'arte culinaria. La cucina salentina è poi quella tipica mediterranea che si arricchisce dei profumi e dei sapori del mare e della terra. Alcuni pasti hanno origini antichissime, come nel caso dei fichi secchi altamente energetici, che le massaie romane davano ai loro mariti,oppure la puccia e le uliate, pane condito con olive nere e volendo,anche con cipolle,pomodori e un pizzico di peperoncino; poi ancora le orecchiette e i maccheroncini (minchiareddhi), le frise d'orzo, pane biscottato che, dopo essere stato messo a bagno in acqua, si poteva condire con pomodori, rucola, sale e origano.
Ogni pasto si completa con l'aggiunta di due prodotti dalla storia millenaria salentina, il vino e l'olio d'oliva.
LE TRADIZIONI SALENTINE
Il Salento, è da sempre una terra ricca di cultura e tradizioni, dove sacro e profano, convivono nelle numerose sagre e feste patronali che animano per lo più i mesi estivi, ma che numerose si susseguono nel corso degli anni. Le feste per il Santo Patrono, le celebrazioni per la Settimana Santa, il carnevale, le fiere e le tante sagre sono gli esempi di questo profondo e vitale retroterra culturale che si perde indietro nei secoli. Fra gli eventi di particolare rilevanza si citano: la Focara di Sant'Antonio a Novoli; la processione del Venerdì Santo a Gallipoli; la notte della taranta a Melpignano; la sagra della municeddha (sagra della lumaca) a Cannole; La notte di San Rocco con tamburelli, pizzica e ballate a Torre Paduli.
IL TERRITORIO SALENTINO
Un lembo di terra tra due mari a comporre il tacco d'italia. Dolce Salento, dal paesaggio che rapisce ed evoca vacanze placide ed assolate.L'alba ad Otranto e d'un fiato il tramonto a Gallipoli. Oppure tutto a S. Maria di Leuca orlo estremo, dove il giorno nasce e si smorza nel medesimo punto del cielo. Ovunque di un azzurro terso, come il mare dei due litorali, roccioso, frastagliato e incantevole l'adriatico, di finissima sabbia quello jonico, ricco di sconfinate spiagge come quelle di Ugento e Porto Cesareo. Una storia molto lunga, quella del Salento, con pitture rupestri importantissime come quelle della grotta dei Cervi, dolmen misteriosi nei paesini del salento, resti romani. E poi il grande romanico della Cattedrale di Otranto. Questo è il Salento, terra incantata che almeno una volta nella vita bisogna visitare.
IL TARANTISMO E LA MUSICA DEL SALENTO
In tutto il salento è ancora vivo il ricordo del “tarantismo” e delle sue varianti locali come il ballo di “San Vito”. Sono danze terapeutiche che hanno origine nell'antico rito di guarigione delle tarantate.
La tarantola è un ragno velenoso, il veleno entrato in circolazione provoca stati di forte agitazione psico-motoria seguiti da violente emicranie e rigidità muscolare che dà vita ad attacchi epilettici. Nella puglia del seicento era opinione diffusa che l'unica terapia per guarire dal morso fosse una danza ripetitiva e progressivamente accelerata, che induceva a contorsioni e movimenti utili a liberare il corpo della vittima dal veleno. Oggi, nel nuovo millennio, il mito della tarantola rinasce sotto altra forma, e ad essere morse non sono solo le donne contadine del nostro salento, il contagio infatti, ha ampiamente valicato i confini pugliesi. Ragazzi, giovani, adulti e anziani di tutta Europa in massa scendono in Puglia per assistere a mega-spettacoli di piazza al ritmo di pizzica-tarantella. In tutto il salento in estate ci sono vari eventi con balli e danze che incantano e coinvolgono un pubblico estasiato per questa nuova musica-danza.